IL VENERDÌ CHE NON TI ASPETTI: COME UN WELLNESS DAY MI HA PORTATA A MONTECARLO

Pubblicato il : 15/09/2026
Il giovedì sera, di solito, ha il sapore della stanchezza.

Si tirano le somme della settimana, si controllano gli ultimi impegni e si comincia a pensare al weekend.

Ma qualche settimana fa, per un mio caro amico, il copione è cambiato.

Ricopre un ruolo manageriale in una grande multinazionale: un lavoro fatto di responsabilità importanti, ritmi serrati, decisioni da prendere e persone da guidare. Un ruolo che richiede concentrazione, presenza e, soprattutto, una quantità enorme di energia.

Poi è arrivata una notifica.

Il venerdì sarebbe stato un Wellness Day aziendale: una giornata completamente dedicata alla pausa, al benessere e alla ricarica.

Quando me l’ha raccontato, ho pensato a quanto sia significativo che un’azienda scelga di riconoscere ai propri collaboratori qualcosa che spesso, nella vita professionale, viene considerato quasi un lusso: il tempo.

Perché gestire un team, prendere decisioni strategiche e portare avanti grandi responsabilità richiede moltissimo.

E riconoscere questo impegno, restituendo una giornata di libertà, è a mio avviso una forma molto concreta di leadership.

Poi è arrivata la domanda:

«E se usassimo questo venerdì di libertà per fare qualcosa di memorabile?»

Detto, fatto.

Poche ore di macchina, la musica giusta, qualche risata e quella sensazione bellissima che si prova quando non si è costretti a seguire un programma.

E così, quasi senza accorgercene, quel venerdì nato come semplice giornata di riposo si è trasformato in una piccola fuga.

Destinazione?

Montecarlo.

IL VALORE INVISIBILE DEL BENESSERE AZIENDALE

Passeggiando tra le strade del Principato, tra il blu del Mediterraneo, gli yacht, i palazzi eleganti e quell’atmosfera internazionale che rende Montecarlo sempre un po’ speciale, ho iniziato a riflettere sul vero significato del wellbeing aziendale.

Perché non si tratta semplicemente di «dare un giorno libero».

Si tratta di riconoscere che le persone non sono macchine.

Nemmeno quelle che ricoprono ruoli importanti.

Anzi, forse proprio chi porta sulle proprie spalle grandi responsabilità ha bisogno, ogni tanto, di fermarsi davvero.

Di spegnere il telefono.

Di non dover rispondere a una mail.

Di respirare.

Di cambiare prospettiva.

Di avere tempo per sé.

Una persona riposata può essere più lucida.

Una persona che si concede una pausa può tornare con nuove energie.

E, perché no, una persona che ha avuto il tempo di vivere qualcosa di bello può anche tornare al lavoro con nuove idee.

È questo, secondo me, il valore più interessante del benessere aziendale: i suoi effetti non rimangono necessariamente all’interno dell’azienda.

Escono dagli uffici.

Entrano nelle relazioni.

Nelle amicizie.

Nelle conversazioni.

Nei ricordi.

E persino in una giornata improvvisata dall’altra parte del confine.

In questo caso, direi che il beneficio è arrivato decisamente fino a Montecarlo.

UN “GRAZIE” INDIRETTO

Quindi, anche se non lavoro in quella multinazionale, oggi sento quasi il bisogno di dirle grazie.

Per molte cose.

Soprattutto per le felpe e le tazze, ahahah.

Ma anche per qualcosa di molto più importante.

Grazie per aver dimostrato che flessibilità e fiducia possono produrre valore.

Grazie per aver permesso a una persona con tante responsabilità di mettere, almeno per un giorno, il lavoro in pausa e ricaricare davvero le batterie.

E soprattutto, grazie per avermi portata indirettamente fin qui.

A Montecarlo.

A condividere un venerdì completamente fuori programma.

Perché forse le aziende del futuro non saranno quelle che trattengono le persone alla scrivania il più a lungo possibile, ma quelle che capiscono quando è il momento di lasciarle andare.

Per poi ritrovarle con nuove energie, nuove idee e, magari, qualche storia da raccontare. ♡

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