Pubblicato il : 10/09/2026
QUANDO HO SMESSO DI COMBATTERE CONTRO ME STESSA E HO INIZIATO AD ASCOLTARMI
La quarantena è stata, per molti, uno dei periodi più difficili della vita.
Per me, invece, è stato uno dei più belli.
Non perché fuori fosse tutto bello. C´erano paura, incertezza e isolamento. Ma, per la prima volta da molto tempo, ho avuto la possibilità di fermarmi.
E quando il mondo ha smesso di correre, ho iniziato finalmente ad ascoltare me stessa.
Arrivavo da un periodo difficile. Avevo sofferto di disturbi alimentari e per molto tempo avevo vissuto il mio corpo come qualcosa da controllare, correggere e cambiare.
Poi, improvvisamente, ho avuto tempo.
Tempo per allenarmi, meditare, stare nella natura, nel silenzio e, soprattutto, per guardarmi dentro.
Ho iniziato a comprendere qualcosa che ancora oggi considero fondamentale:
non puoi cambiare veramente ciò che non hai prima imparato ad accettare.
Ho imparato ad amarmi per come ero, non per come avrei voluto essere o pensavo di dover apparire.
E proprio da lì è iniziato il cambiamento.
FERMARMI PER ASCOLTARMI
A volte pensiamo di sapere cosa ci sta succedendo. Pensiamo di essere soltanto stanchi, di attraversare un periodo difficile o di aver perso noi stessi.
E a volte il malessere può essere profondo e richiedere l´aiuto di un professionista.
Ma ho imparato anche quanto possa essere prezioso fermarsi e chiedersi:
“Di cosa ho davvero bisogno in questo momento?”
Per me, alcune risposte sono arrivate attraverso cose semplici: il movimento, la meditazione, la natura, il silenzio, il sonno, le relazioni autentiche e il tempo per ascoltarmi.
Non erano una formula magica, ma mi hanno aiutata a tornare in contatto con me stessa.
C´è una frase che ancora oggi ripeto:
“La meditazione è cura.”
Per me significa creare uno spazio per fermarmi, respirare e ascoltarmi.
Non sostituisce un percorso medico o psicologico quando necessario, ma può diventare un piccolo gesto quotidiano attraverso cui prenderci cura di noi.
IL CORPO NON È QUALCOSA DA COMBATTERE
Ho iniziato a guardare il mio corpo in maniera diversa.
Per molto tempo l´avevo considerato qualcosa da controllare e modificare. Poi ho iniziato a vederlo per quello che è: il luogo attraverso cui facciamo esperienza della vita.
E ho sentito emergere qualcosa di più profondo: quella parte di noi che osserva, sente, ama, sceglie e dà significato a ciò che viviamo.
Io la chiamo anima.
Ho capito anche quanto il nostro modo di stare dentro di noi influenzi il modo in cui percepiamo la realtà.
Può essere tutto perfetto fuori, ma se dentro non stiamo bene, niente lo sarà davvero.
E vale anche il contrario: quando dentro ritroviamo equilibrio, anche l´imperfezione può diventare bella.
LA FELICITÀ PUÒ ESSERE SEMPLICE
La quarantena mi ha insegnato che la felicità non ha necessariamente bisogno di molto.
Una passeggiata.
Un allenamento.
Una meditazione.
Una telefonata.
Un tramonto.
Una persona amata.
Un respiro profondo.
Ho scoperto che si può stare bene anche con poco, forse perché la felicità che cercavo fuori aveva bisogno, prima di tutto, di essere ritrovata dentro.
OLTRE LE ETICHETTE
Viviamo in una società che tende a definire, classificare e incasellare.
Io, invece, faccio fatica a stare dentro un´etichetta.
Posso cambiare, attraversare fasi diverse, sperimentare e trasformarmi senza smettere di essere me stessa.
La personalità cresce, cambia e si adatta.
L´anima rimane.
E questa, per me, è una forma di libertà:
posso cambiare senza perdermi.
IL VERO CAMBIAMENTO
Oggi non penso più che la vita debba essere perfetta per essere bella.
Penso che dobbiamo imparare a stare bene anche quando è imperfetta.
A volte abbiamo bisogno di fermarci per ritrovare le nostre risorse. A volte di qualcuno che ci accompagni. A volte di chiedere aiuto.
Ma possiamo iniziare da qualcosa di molto semplice:
fermarci. Respirare. Ascoltarci. Tornare a noi.
Per me il vero cambiamento non è stato diventare una persona diversa.
È stato smettere di combattere contro quella che ero.
Quando ho iniziato ad accettarmi, ho trovato la libertà di cambiare.
Non per diventare qualcun´altra.
Ma per diventare sempre più me stessa.
Forse è questo che significa prendersi cura di sé: smettere di paragonarsi, di vivere dentro le etichette e iniziare ad ascoltare la propria voce.
Io sono Nicole.
E tutto ciò che viene dopo è soltanto il modo in cui, in questo momento della mia vita, la mia anima sceglie di esprimersi.
Ho incontrato senza sapere cosa fosse ´"il Buddismo" e tanti insegnamenti che però condividerò più avanti, dopo averli interiorizzati :))
Che periodo fantastico! ♡♡♡