MINDFULNESS E MULTITASKING: ANCHE LA TINTA IN TESTA PUÒ INSEGNARCI QUALCOSA

Pubblicato il : 14/09/2026
Avevo registrato un reel che poi non ho pubblicato.

Parlavo di femminicidio, di violenza e di incapacità di accettare un rifiuto. Un tema serio, nato anche da un confronto con un criminologo.

E io?

Avevo la tinta in testa.

Una scena abbastanza surreale: parlare di un argomento importante mentre aspettavo che il colore facesse il suo lavoro.

Poi ho sorriso pensando che, forse, quella situazione raccontava perfettamente uno dei problemi del nostro tempo:

non sappiamo più fare una cosa alla volta.

IL MULTITASKING È DIVENTATO UNO STILE DI VITA

Siamo molto fieri del nostro multitasking.

“Faccio mille cose insieme.”

“Non mi fermo mai.”

“Riesco a incastrare tutto.”

Lo diciamo quasi come fosse un superpotere.

E in effetti, a volte, lo è.

Ci permette di gestire lavoro, famiglia, casa, relazioni, impegni e anche qualche momento per noi.

Il problema arriva quando fare più cose contemporaneamente diventa la normalità.

Quando non riusciamo più semplicemente a stare dentro a un momento.

Mangiamo e guardiamo il telefono.

Lavoriamo e rispondiamo ai messaggi.

Ascoltiamo qualcuno e pensiamo già a cosa dobbiamo fare dopo.

Ci prendiamo cura di noi e contemporaneamente controlliamo l´orologio.

Persino il tempo libero deve essere ottimizzato.

E QUI ENTRA LA MINDFULNESS

La mindfulness propone quasi l´esatto contrario.

Non ci chiede di fare di più.

Ci chiede di esserci.

Essere presenti a quello che stiamo facendo.

Accorgerci di ciò che sentiamo.

Prestare attenzione ai nostri pensieri senza doverli necessariamente seguire.

Tornare al momento presente.

Sembra semplice.

In realtà, per molti di noi, è difficilissimo.

Perché siamo diventati bravissimi a essere fisicamente in un posto e mentalmente da un´altra parte.

IL PROBLEMA NON È FARE TANTE COSE

Attenzione: non credo che il multitasking sia il male assoluto.

Ci sono situazioni in cui è utile.

La vita quotidiana ci obbliga spesso a sovrapporre attività.

Il punto è un altro.

Siamo noi a scegliere di fare più cose oppure siamo diventati incapaci di non farle?

Questa, secondo me, è la domanda interessante.

Perché se posso fare due cose insieme e lo scelgo consapevolmente, è organizzazione.

Se invece sento continuamente il bisogno di riempire ogni spazio vuoto, forse non è più efficienza.

È abitudine.

ANCHE LA CURA DI SÉ È DIVENTATA MULTITASKING

La cosa più curiosa è che abbiamo iniziato a fare multitasking anche quando ci prendiamo cura di noi.

La tinta mentre rispondiamo alle email.

La manicure mentre ascoltiamo un podcast.

La palestra mentre guardiamo il telefono.

La passeggiata mentre facciamo una telefonata.

La meditazione mentre pensiamo a quello che dovremo fare appena avremo finito di meditare.

Sembra una battuta, ma forse non lo è.

Abbiamo così poco tempo che persino prenderci cura di noi deve essere incastrato.

E allora mi chiedo:

quando ci prendiamo veramente cura di noi?

LA MINDFULNESS NON È UN´ALTRA COSA DA FARE

Forse questo è il punto che mi interessa di più.

La mindfulness non dovrebbe diventare l´ennesima attività nella nostra lista.

Non:

“Devo lavorare, fare la spesa, allenarmi, rispondere alle email e meditare dieci minuti.”

Perché anche così rischiamo di trasformare la mindfulness in una prestazione.

La mindfulness, invece, può iniziare da qualcosa di molto più semplice:

fare quello che stiamo facendo.

Quando mangio, mangiare.

Quando ascolto, ascoltare.

Quando cammino, camminare.

Quando parlo con qualcuno, esserci.

Quando mi faccio la tinta…

Beh, magari semplicemente aspettare che la tinta faccia il suo lavoro.

IL LUSSO DI NON OTTIMIZZARE TUTTO

Forse oggi il vero lusso non è avere più tempo.

È non doverlo riempire tutto.

Avere dieci minuti senza produrre niente.

Senza imparare qualcosa.

Senza rispondere a qualcuno.

Senza controllare il telefono.

Senza trasformare quel momento in un´opportunità.

Solo stare.

Perché non tutto deve essere utile.

Non tutto deve produrre.

Non tutto deve essere ottimizzato.

E FORSE LA VERA DOMANDA È QUESTA

Quella tinta in testa mi ha fatto sorridere.

Perché mentre parlavo di un tema serio, stavo facendo esattamente quello che facciamo tutti:

incastravo.

Un momento dentro l´altro.

Un´attività dentro un´altra.

Un po´ di lavoro.

Un po´ di cura personale.

Un po´ di vita.

Tutto insieme.

Ma forse la mindfulness ci propone una piccola rivoluzione:

non fare necessariamente meno cose, ma essere più presenti in quelle che facciamo.

Perché possiamo anche fare dieci cose in un giorno.

Ma se le attraversiamo tutte con la testa già alla successiva, dove siamo stati davvero?

Forse il problema non è che abbiamo poco tempo.

Forse è che abbiamo perso l´abitudine di stare nel tempo che abbiamo.

E la prossima volta che avrò la tinta in testa, proverò a non registrare niente.

Niente reel.

Niente messaggi.

Niente multitasking.

Solo quaranta minuti.

Io e la tinta.

Che, a pensarci bene, è già una forma piuttosto avanzata di mindfulness. :)

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