Pubblicato il : 09/09/2026
Eppure, se guardo indietro, tutti i cambiamenti della mia vita mi hanno portata in meglio.
Anche quelli che, mentre li vivevo, pensavo fossero delle tragedie.
DA DOVE SONO PARTITA
Se devo raccontare da dove sono partita, non posso certo dire di aver avuto un´adolescenza tutta rose e fiori.
Da adolescente ho avuto un periodo in cui ho fatto uso di sostanze, a scuola andavo male e sono stata bocciata due volte. :))
Avevo frequentato Servizi Commerciali, ma col tempo ho capito che non era proprio la mia strada.
La partita doppia, il bilancio e tutto il resto non facevano per me.
Me ne sono accorta abbastanza chiaramente all´esame di Stato, quando mi sono presentata con i bigliettini praticamente ovunque. ;)
Poi ho conosciuto un ragazzo che faceva il carabiniere.
Per forza di cose ho dovuto smettere con le sostanze.
La relazione però non è andata come speravamo e, dopo quattro anni insieme e una convivenza, ho deciso di lasciarlo.
Non è stato semplice.
Ma anche quella, a modo suo, è stata una svolta.
E POI È ARRIVATO IL COVID
Poi è arrivato il Covid.
Tutti chiusi in casa e io con tantissimo tempo a disposizione.
Potevo passare le giornate facendo biscottini oppure potevo allenarmi e meditare.
Ho scelto la seconda.
Ed è stato il periodo più bello della mia vita.
Perché ho iniziato a stare davvero con me stessa.
Ad allenarmi.
A meditare.
A farmi delle domande.
E soprattutto a conoscermi.
QUANDO RIGUARDO INDIETRO
La cosa che mi fa sorridere è che, mentre vivevo tutto questo, non avevo assolutamente idea di dove mi avrebbe portata.
Quando ero adolescente e andavo male a scuola non pensavo:
“Tranquilla Nicole, tra qualche anno tutto questo avrà un senso.”
Quando ho lasciato una relazione di quattro anni non pensavo che sarebbe stato un passo verso una versione migliore di me.
E nemmeno durante il Covid sapevo quanto quelle giornate sarebbero diventate importanti.
Lo capisci dopo.
Molto dopo.
Forse è proprio questo il problema del cambiamento.
Noi vorremmo sapere prima dove ci porterà.
Vorremmo avere la certezza che la scelta che stiamo facendo sia quella giusta.
Ma non funziona così.
A volte devi semplicemente fidarti.
IMPARARE A RICONOSCERE I SEGNALI
E forse una cosa che possiamo imparare è proprio questa:
cogliere i segnali di cambiamento prima che il cambiamento ci travolga.
Perché spesso i segnali ci sono.
Solo che non vogliamo vederli.
In una relazione, quando iniziano ad esserci più litigi che momenti belli.
Quando parlare diventa più difficile che stare in silenzio.
Sul lavoro, quando iniziano a licenziare i tuoi colleghi, quando l´ambiente cambia e senti che qualcosa non è più come prima.
Nella vita, quando le persone o le situazioni che prima ti facevano stare bene iniziano a non farlo più.
Quando dentro di te senti quella vocina che dice:
“Così non posso andare avanti.”
Spesso però aspettiamo il crollo.
La fine della relazione.
Il licenziamento.
La crisi.
Come se avessimo bisogno di un motivo enorme per concederci il permesso di cambiare.
Ma forse possiamo imparare ad ascoltare prima.
DUE TIPI DI CAMBIAMENTO
Secondo me ci sono due tipi di cambiamento.
C´è quello che scegli.
E c´è quello che ti sceglie.
Il primo è quando senti che qualcosa non ti appartiene più e decidi tu di muoverti.
Lasci un lavoro.
Chiudi una relazione.
Cambi città.
Inizi un percorso.
Il secondo è quello che non hai scelto.
Quello che arriva e ti obbliga a riorganizzare la tua vita.
Una persona che se ne va.
Un lavoro che perdi.
Una relazione che finisce.
Una situazione che cambia improvvisamente.
La differenza, forse, non sta tanto nel cambiamento.
Perché prima o poi cambiamo tutti.
Sta nel modo in cui decidiamo di affrontarlo.
E POI HO PENSATO AL FORMAGGIO
Qualche tempo fa ho letto Chi ha spostato il mio formaggio? di Spencer Johnson.
È una storia semplice, ma mi è rimasta impressa.
Quattro personaggi vivono dentro un labirinto e ogni giorno cercano il loro formaggio.
Il formaggio rappresenta quello che tutti noi cerchiamo: una relazione, un lavoro, la sicurezza, il successo, una vita che ci piace.
Un giorno il formaggio non c´è più.
È stato spostato.
Due dei personaggi rimangono lì ad aspettare che ritorni.
Gli altri iniziano a muoversi nel labirinto per cercarne un altro.
E più ci penso, più mi rendo conto che spesso facciamo la stessa cosa.
Quando qualcosa cambia, continuiamo a guardare il posto in cui era prima.
“Perché è successo?”
“Perché non può tornare tutto come prima?”
“Perché proprio a me?”
E magari, mentre guardiamo il vecchio posto, non ci accorgiamo che da qualche altra parte c´è già un altro formaggio.
Forse il punto non è capire chi lo ha spostato.
Forse è avere il coraggio di iniziare a cercarne un altro.
IL CAMBIAMENTO È L´UNICA COSTANTE
Il cambiamento è l´unica costante della vita.
Le persone cambiano.
Le relazioni cambiano.
Il lavoro cambia.
E cambiamo anche noi.
E chi non si adatta al cambiamento rischia l´estinzione. Eh si..
Un po´ come i dinosauri. :))
Non so se scientificamente sia la spiegazione della loro estinzione, ma come metafora mi piace parecchio.
Perché adattarsi non significa accettare passivamente tutto quello che ci succede.
Significa capire quando è il momento di smettere di combattere per qualcosa che non c´è più e iniziare a guardare in una nuova direzione.
E ALLA FINE…
Se guardo la mia vita, mi rendo conto che ogni volta che ho cambiato strada, alla fine sono arrivata un po´ più vicina a me.
Non tutto quello che è successo è stato bello.
Ma tutto mi ha insegnato qualcosa.
E se posso dare un consiglio a chi oggi sta vivendo un cambiamento, è questo:
non avere paura di lasciare il vecchio formaggio.
Non aspettare necessariamente che tutto crolli prima di ascoltare i segnali.
Se qualcosa non ti fa più stare bene, ascoltati.
Se senti che una strada non è più la tua, abbi il coraggio di cambiare direzione.
E soprattutto non pretendere di sapere già dove stai andando.
A volte devi semplicemente iniziare a camminare.
Perché magari non stai perdendo la tua strada.
Magari stai finalmente trovando la tua. ♡
Nel prossimo articolo racconto cosa è successo e cosa ho imparato dopo quel periodo di allenamento e meditazione.
Perché ripeto.. se è stato il periodo più bello della mia vita un qualcosa ci sarà :))