Pubblicato il : 02/09/2026
Devo ammetterlo: per molti anni ho viaggiato in Prima, rigorosamente con il posto singolo sul finestrino.
E qualche volta mi sono concessa anche l’Executive.
Lo so, detta così potrei sembrare una persona leggermente viziata. E forse un pochino lo sono.
Ma, a mia discolpa, c’era una motivazione molto seria: il caffè e la frutta secca. XD
Lo spuntino keto, ovviamente. :))
Negli ultimi tempi, però, mi capita sempre più spesso di viaggiare in Smart e devo dire una cosa che non avrei mai immaginato: mi piace.
Anzi, forse mi piace proprio per il motivo opposto rispetto a quello per cui sceglievo la Prima.
In Smart incontro persone.
Persone vere, spontanee, autentiche, a volte rumorose, a volte un pochino casiniste.
E devo dire che, dopo anni passati a cercare il posto singolo, il silenzio e il finestrino, ho scoperto che osservare l’umanità può essere molto più interessante.
Perché su un treno vedi davvero tante sfumature.
C’è chi parla al telefono come se fosse in salotto.
Chi apre un panino e improvvisamente tutto il vagone sa cosa sta mangiando.
Chi ride.
Chi dorme in posizioni improbabili.
Chi lavora.
Chi studia.
Chi viaggia da solo.
Chi racconta tutta la propria vita alla persona seduta accanto dopo dieci minuti.
E poi ci sono io, che osservo tutto e penso: ma quanto è strano e meraviglioso l’essere umano?
Sì, devo dirlo: classe, educazione e compostezza come le ho io sono ormai qualità piuttosto rare.
Ma forse è proprio questo il punto.
Mi piace incontrare persone diverse da me.
Mi piace vedere modi differenti di stare al mondo, di comunicare, di relazionarsi, di vivere gli spazi e il tempo.
Perché quando ci confrontiamo soltanto con persone simili a noi rischiamo di convincerci che il nostro modo di vedere le cose sia “il modoâ€.
Invece basta salire su un treno e guardarsi intorno per ricordarsi che esistono infinite versioni della normalità .
E forse è anche per questo che negli ultimi anni mi interessano sempre di più la comunicazione, il coaching e tutto ciò che riguarda le persone.
Perché osservare gli altri significa anche imparare qualcosa su noi stessi.
Le differenze, le stranezze, le abitudini, i modi di parlare, le reazioni.
Sono tutte sfumature.
E io adoro le sfumature.
Quindi sì, probabilmente continuerò a scegliere la Smart.
Non sempre, eh.
Ogni tanto la coccola del caffè e della frutta secca in Executive me la concedo ancora.
Ma devo ammettere che oggi, tra un viaggio comodo e un viaggio interessante, forse scelgo sempre più spesso quello interessante.
Perché alla fine il viaggio non è soltanto arrivare da Milano a Roma, da Torino a Firenze o da una città all’altra.
È anche tutto quello che succede nel frattempo.
E proprio mentre stavo scrivendo questo post, un bambino seduto poco più in là mi ha sorriso.
E ho pensato che, forse, quel sorriso vale molto più di tutti i viaggi in Prima, Executive e di tutti i caffè e la frutta secca del mondo.
Forse è proprio questo che mi piace della Smart: non offre soltanto un posto dove sedersi.
Ti mette davanti alla vita, con tutte le sue persone, le sue stranezze, le sue imperfezioni e le sue meravigliose sfumature.
E qualche volta, tra una fermata e l’altra, ti regala anche un sorriso che non avevi previsto. ♡♡♡