LA MIA STORIA D´AMORE CON LA KETO

Pubblicato il : 28/08/2026
Quando si parla di dieta chetogenica, spesso si pensa semplicemente a “mangiare pochi carboidrati”.

In realtà esistono diversi modi di fare keto e possono avere obiettivi molto diversi: dimagrimento, terapia nutrizionale, sport o adattamento metabolico.

La differenza principale sta in quanti carboidrati vengono introdotti, quante calorie si assumono e soprattutto quando vengono consumati.

KETO CLASSICA

È la forma più conosciuta e più rigorosa.

I carboidrati vengono mantenuti molto bassi e i grassi rappresentano una delle principali fonti di energia.

L´obiettivo è mantenere il corpo in chetosi, cioè una condizione in cui il fegato produce corpi chetonici a partire dai grassi.

È la forma storicamente utilizzata soprattutto in ambito terapeutico, per esempio nell´epilessia.

KETO SPORTIVA: PENSATA PER L´ENDURANCE

Un atleta che pratica sport di endurance, come corsa, ciclismo o triathlon, può utilizzare una strategia low carb o chetogenica per aumentare la capacità del corpo di utilizzare i grassi durante lo sforzo.

L´idea è:

ALLENARE IL CORPO A DIVENTARE PIÙ EFFICIENTE NELL´UTILIZZO DEI GRASSI COME CARBURANTE.

Ma attenzione: questo non significa automaticamente andare più forte.

Negli sforzi ad alta intensità i carboidrati continuano ad avere un ruolo importante. Per questo, nello sport, la strategia deve essere personalizzata in base alla disciplina, al tipo di allenamento e all´obiettivo.

CKD: CICLIC KETOGENIC DIET

La CKD è una dieta chetogenica ciclica.
L´idea è alternare:

PERIODO KETO → PERIODO CON PIÙ CARBOIDRATI → DI NUOVO KETO.

Per esempio, una persona può seguire diversi giorni di alimentazione chetogenica e inserire successivamente una fase programmata con una maggiore disponibilità di carboidrati.

È una strategia nata soprattutto nell´ambiente sportivo.

L´obiettivo può essere combinare alcuni vantaggi della chetosi con una maggiore disponibilità di glicogeno per gli allenamenti più intensi.

Non è però una strategia necessaria per tutti.

TKD: TARGETED KETOGENIC DIET

La TKD è ancora più mirata.

La persona rimane in keto, ma introduce una piccola quantità di carboidrati vicino all´allenamento.

L´idea è:

CARBOIDRATI STRATEGICI → ALLENAMENTO → RITORNO ALLA KETO.

In questo modo si cerca di fornire carburante rapidamente disponibile quando serve, mantenendo per il resto della giornata un´alimentazione chetogenica.

Può essere interessante per chi pratica attività fisica intensa e vuole sperimentare un compromesso tra chetosi e disponibilità di carboidrati per la performance.

VLCKD: VERY LOW CALORIES KETOGENIC DIET

Qui cambiamo completamente obiettivo.
VLCKD significa Very Low Calories Ketogenic Diet, cioè dieta chetogenica a bassissimo apporto calorico.

Non è semplicemente una keto con pochi carboidrati.

È un protocollo fortemente ipocalorico, utilizzato soprattutto in percorsi clinici per la gestione dell´obesità e di alcune condizioni metaboliche.

Può prevedere anche pasti sostitutivi o prodotti formulati appositamente, studiati per fornire proteine, vitamine e minerali mentre le calorie vengono mantenute molto basse.

Proprio per questo non è una dieta da improvvisare.

La VLCKD richiede personalizzazione e monitoraggio da parte di professionisti qualificati.

CLEAN KETO

La CLEAN KETO non è una categoria clinica precisa.

È piuttosto un modo per descrivere una keto basata prevalentemente su alimenti poco processati e di buona qualità.

Quindi non ci si chiede soltanto:

“QUANTI CARBOIDRATI POSSO MANGIARE?”
Ma anche:

“DA QUALI ALIMENTI ARRIVANO?”

Verdure, pesce, uova, carne, olio extravergine d´oliva, avocado, frutta secca e altri alimenti minimamente processati possono rientrare in questo approccio.

L´idea è:

NON SOLO ENTRARE IN CHETOSI, MA ANCHE CURARE LA QUALITÀ DI CIÒ CHE MANGIAMO.
DIRTY KETO

La DIRTY KETO è praticamente l´opposto.

L´obiettivo principale è rispettare il limite di carboidrati necessario per rimanere in chetosi, senza dare la stessa attenzione alla qualità degli alimenti.

In teoria si può quindi rimanere nei limiti dei carboidrati anche consumando molti alimenti industriali e altamente processati.

Ed è qui che bisogna fare una distinzione importante:

ESSERE IN CHETOSI NON SIGNIFICA AUTOMATICAMENTE MANGIARE BENE.

La qualità complessiva dell´alimentazione rimane importante.

COME ENTRARE PIÙ VELOCEMENTE IN CHETOSI: LA MIA ESPERIENZA

Nella mia esperienza personale, un modo che può favorire una transizione più rapida verso la chetosi è arrivarci gradualmente, invece di passare da un´alimentazione ricca di carboidrati a zero carboidrati da un giorno all´altro.

Il giorno precedente tengo l´alimentazione LOW CARB, riducendo soprattutto zuccheri, pane, pasta, dolci e altri alimenti ricchi di carboidrati.

Il giorno successivo, prima dell´allenamento, utilizzo olio MCT C8.

COS´È L´MCT C8?

MCT significa Medium Chain Triglycerides, cioè trigliceridi a catena media.

Il C8, chiamato anche acido caprilico, è uno degli MCT più rapidamente utilizzati dall´organismo.

Rispetto ai grassi a catena lunga, gli MCT vengono assorbiti e trasportati al fegato più rapidamente.

Il fegato può utilizzarli rapidamente come fonte energetica e convertirne una parte in corpi chetonici, tra cui il β-idrossibutirrato.

In parole semplici:

MCT C8 → FEGATO → ENERGIA + PRODUZIONE DI CHETONI

Per questo può essere interessante durante una fase low carb o chetogenica, anche prima dell´attività fisica.

PERCHÉ ABBINARE L´HIIT?

Nella mia esperienza, abbino questa strategia a un allenamento HIIT, cioè un allenamento ad alta intensità intervallato.

Gli allenamenti ad alta intensità utilizzano soprattutto carboidrati come carburante.

Il corpo attinge al glicogeno, cioè la forma con cui immagazzina il glucosio.

Il glicogeno si trova soprattutto:

NEI MUSCOLI → per alimentare il lavoro muscolare.

NEL FEGATO → per contribuire a mantenere stabile la glicemia.

Un allenamento HIIT intenso può quindi aumentare rapidamente il consumo di glicogeno, soprattutto quello muscolare.

Se il giorno precedente hai già mantenuto i carboidrati bassi, parti con riserve che possono essere già ridotte.

L´allenamento crea quindi una maggiore richiesta energetica proprio mentre stai limitando l´arrivo di nuovo glucosio dall´alimentazione.

A quel punto il corpo aumenta progressivamente l´utilizzo di grassi e corpi chetonici.

Ed è qui che entra in gioco l´MCT C8:

LOW CARB → ↓ GLICOGENO → HIIT → ↑ UTILIZZO DEI GRASSI → MCT C8 → ↑ DISPONIBILITÀ DI CHETONI

L´obiettivo non è “bruciare magicamente il grasso”, ma creare condizioni favorevoli al passaggio dall´utilizzo prevalente del glucosio a quello dei grassi e dei chetoni.
IL PASTO DOPO L´ALLENAMENTO

Dopo l´allenamento, nella mia esperienza, faccio un pasto composto principalmente da:

PROTEINE + GRASSI + VERDURE A BASSO CONTENUTO DI CARBOIDRATI.

In questo modo continuo a mantenere basso l´apporto di carboidrati e permetto al corpo di proseguire il suo adattamento verso l´utilizzo dei grassi e dei corpi chetonici.

Naturalmente questa è una strategia personale, non una formula universale.

L´MCT può causare nausea, crampi o disturbi intestinali se assunto in quantità elevate, quindi è importante valutare la propria tolleranza.
E soprattutto:

SENTIRSI IN CHETOSI NON SIGNIFICA NECESSARIAMENTE ESSERCI.

Se si vuole verificare realmente lo stato di chetosi, è possibile misurare i corpi chetonici.

QUINDI, QUAL È LA KETO MIGLIORE?
La risposta è:

DIPENDE.

Se l´obiettivo è terapeutico, il protocollo sarà diverso.

Se vuoi perdere peso, sarà diverso.

Se sei un atleta di endurance, sarà diverso ancora.

E se vuoi semplicemente sperimentare la chetosi, non hai necessariamente bisogno di strategie complesse come CKD o TKD.

La vera domanda non dovrebbe essere:

“QUAL È LA KETO MIGLIORE?”

Ma:

“QUAL È LA STRATEGIA PIÙ ADATTA A QUESTA PERSONA, IN QUESTO MOMENTO E PER QUESTO OBIETTIVO?”
LA MIA CONCLUSIONE

Sono una grande fan della dieta chetogenica, soprattutto perché in passato ci ho studiato e sperimentato parecchio.

Mi ha insegnato moltissimo sul metabolismo, sulla risposta del corpo e anche sul mio rapporto con il cibo.

Ma proprio per questo non penso che sia la dieta migliore in assoluto, né necessariamente quella più sostenibile per tutta la vita.

Perché mangiare non significa soltanto nutrire il corpo.

SIAMO ANIMALI SOCIALI.

Mangiamo con gli amici, con la famiglia, festeggiamo davanti a una tavola, viaggiamo, usciamo a cena.

E poi…
VIVIAMO IN ITALIA. :))

Abbiamo il pane, la pasta, la pizza, il gelato, il pranzo della domenica.

Per me il punto non è vivere tutta la vita dentro una regola.

È avere uno strumento in più, conoscere come funziona il proprio corpo e capire quando e perché può avere senso utilizzarlo.

La keto può essere un´esperienza potente per imparare ad ascoltarsi, sperimentare, adattarsi e prendere consapevolezza delle proprie abitudini.

Ma alla fine, il vero obiettivo non è essere perfetti.

È costruire un modo di mangiare che ci faccia stare bene, nel corpo e nella vita.

Perché conoscere la keto è interessante.
Imparare a non essere schiavi di nessuna dieta lo è ancora di più.

E personalmente, voglio stare bene anche davanti a una pizza con le persone che amo. ♡

SÌ, HO AMATO TANTO LA KETO..

Ricordo durante il mio periodo di sperimentazione ho voluto anche mettermi alla prova nella vita reale: riuscire a rimanere in keto anche mangiando fuori.

Così, un giorno, sono andata da McDonald’s e ho ordinato un hamburger con cheddar senza pane, un’insalata con pomodori e due cubetti di parmigiano.

Non perché penso che McDonald’s sia il simbolo dell’alimentazione sana, ma perché volevo vedere se riuscivo a gestire le mie scelte anche fuori dalla mia routine.

E questo mi ha insegnato una cosa: spesso non servono condizioni perfette, serve saper scegliere.

Quindi, per chi dice “non riesco a seguire il piano perché mangio sempre fuori”, forse vale la pena chiedersi se sia davvero il problema il fatto di mangiare fuori… o se semplicemente non abbiamo ancora imparato a gestire le situazioni che escono dalla nostra zona di comfort.

Non è una questione di perfezione. È una questione di consapevolezza e di capacità di adattarsi.



NOTA IMPORTANTE
A me piace sperimentare, conoscere e capire come funziona il mio corpo. È parte del mio percorso e del mio modo di imparare.
Ma quello che ho raccontato è la mia esperienza personale e non dovrebbe essere preso come un protocollo da replicare.
Soprattutto quando si parla di dieta chetogenica, integrazione e allenamento intenso, è importante non fare da soli e affidarsi a professionisti qualificati.

Il cambiamento che cerchi inizia con un piccolo passo.
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