Pubblicato il : 17/07/2026
Ieri un mio amico maltese, una persona che ricopre un´importante posizione di leadership a livello internazionale e che ammiro profondamente, mentre si trovava a Londra per lavoro, mi ha scritto un messaggio che porterò nel cuore.
Tra le sue parole, una frase in particolare mi ha colpita:
"You are a presence that lingers long after the moment has passed."
"Sei una presenza che continua a farsi sentire anche molto tempo dopo che il momento è passato."
Ho riletto più volte queste parole..
Non solo per il loro valore personale, ma perché mi hanno portato a riflettere su alcuni temi che sto approfondendo molto in questo periodo: la leadership, la consapevolezza personale e il concetto di "Executive Presence."
Sto studiando molto questi argomenti e, più li approfondisco, più mi rendo conto di quanto gli incontri e le relazioni possano diventare parte del nostro percorso di crescita.
Questa persona, e molte altre che ho avuto la fortuna di incontrare, mi hanno insegnato soprattutto una cosa: l´importanza dell´umiltà.
Persone con grandi responsabilità, ruoli importanti e percorsi straordinari mi hanno mostrato che, dietro ogni posizione, ogni successo e ogni competenza, c´è sempre una persona.
Una persona con la propria storia, le proprie fragilità, le proprie paure e le proprie debolezze.
Forse è proprio questa consapevolezza che rende un leader davvero autorevole: non la ricerca della perfezione, ma la capacità di riconoscere la propria umanità.
L’Executive Presence, per come la sto comprendendo attraverso i miei studi e le mie esperienze, non riguarda solo ciò che diciamo.. riguarda soprattutto ciò che trasmettiamo.
Le persone spesso non ricordano esattamente le nostre parole ma ricordano profondamente come si sono sentite in nostra presenza.
Si ricordano se si sono sentite ascoltate, comprese, rispettate, valorizzate.
Ed è qui che entra in gioco il linguaggio non verbale.
Prima ancora delle parole, comunichiamo attraverso la nostra presenza: lo sguardo, la postura, il tono della voce, il ritmo con cui parliamo, la capacità di ascoltare, la distanza che manteniamo nella relazione e il modo in cui accogliamo l´altro.
Un leader comunica anche attraverso ciò che non dice:
Una postura aperta può trasmettere disponibilità.
Uno sguardo presente può comunicare attenzione.
Un ascolto autentico può creare fiducia.
La leadership non è quindi solo una questione di contenuti, ma anche di energia, coerenza e qualità della relazione.
Ci sono persone che lasciano un segno perché sanno essere presenti, ascoltare, creare connessioni autentiche e far sentire gli altri visti.
Non perché siano prive di difficoltà, ma perché hanno imparato ad accogliere anche le proprie imperfezioni.
Questo messaggio mi ha fatto riflettere anche sullo sguardo degli altri come specchio.
Gli altri non definiscono chi siamo, ma a volte riescono a mostrarci aspetti di noi che ancora non abbiamo pienamente riconosciuto.
Forse la vera leadership inizia proprio da qui:
dalla capacità di essere presenti a noi stessi prima ancora di cercare di essere presenti per gli altri.
Prima di lavorare sulla nostra presenza esteriore, sulla nostra capacità di guidare e influenzare gli altri, quanto siamo disposti a incontrare veramente noi stessi, con le nostre risorse ma anche con le nostre fragilità?
Grazie Jason, riesci sempre a sorprendermi con le tue parole ricercate e profonde. ;)